POTEVI DIRMELO PRIMA, MA QUANDO PRIMA?
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5 Maggio 2026 – Sala Convegni CNA Ferrara
Presentazione del seminario a cura di Dalia Bighinati
La cura della salute mentale, la prevenzione e la promozione della salute personale e collettiva sono due pilastri del diritto costituzionale alla salute, ma sono anche purtroppo due cenerentole del SSN, sottofinanziate e assenti in larga misura dal discorso pubblico sulla Sanità.
Di qui la volontà di FareDiritti di portare l’attenzione delle cittadine e dei cittadini su questi temi in un Seminario, che ha voluto sottolineare con esempi autorevoli tratti dalla ricerca scientifica e dalla pratica medica come la vera prevenzione non sia un semplice elenco di divieti o obblighi (“non fare questo”, “fai quello”), ma si basi sulla conoscenza delle ragioni che rendono necessaria una determinata azione. “Conoscere il motivo (la logica, il rischio sottostante) trasforma la regola da imposizione esterna a scelta consapevole e quindi responsabile”.
Il Seminario, che si è svolto il 5 maggio scorso nella Sala convegni di CNA Ferrara, non ha dato ricette o un decalogo pronto per l’uso, ma esempi concreti di una prevenzione fondata sulla ricerca scientifica e sulla volontà dei professionisti della Sanità ferrarese di divulgarne i contenuti e raccontare come si debba concretamente fare .

Questo significa, per le singole persone, prendersi cura della propria salute, per le istituzioni, prendersi cura in modo preventivo della salute collettiva delle comunità, che sia una città, una regione, l’intero Paese. Per l’OMS il mondo intero.
Il titolo del seminario “Potevi dirmelo prima” “Ma quando prima?”immagina un dialogo surreale fra due interlocutori che si trovano in un rapporto di forte asimmetria : da un lato c’è chi sa e potrebbe dare aiuto, dall’altro c’è chi si è messo nei guai perché non ha saputo evitarli. E’ un gioco di botta e risposta che allude all’ipocrisia che circonda questi temi nel mondo delle politiche sanitarie e dei media. A suggerirlo è stata la dottoressa Luisa Garofani, psichiatra e relatrice del seminario, consapevole che l’asimmetria in fatto di conoscenza si trasforma sempre in asimmetria di potere e in possibilità di controllo. In realtà la prevenzione così come la promozione della salute, che potrebbero essere leve strategiche della riduzione dei costi della Sanità, oltre che del benessere delle persone e dello sviluppo del Paese, restano a tutt’oggi pratiche molto rare..
Sotto finanziata rispetto ad altri Paesi dell’Unione europea anche la salute mentale, che in Italia non ha un ruolo di primo piano né nel finanziamento del SSN, né nella Missione 6 del PNRR, dove è inserita nei servizi della Sanità territoriale. Una scelta fondamentalmente accettabile, che tuttavia non contribuisce a liberare la salute mentale dai pregiudizi e dallo stigma da cui è tuttora fortemente gravata. Alimentati dall’ignoranza, questi producono discriminazione ed esclusione sociale. La sofferenza psichica, infatti, viene spesso vissuta come colpa, crea vergogna e silenzio, riduce l’autostima, trasformandosi spesso in auto-stigma: condizioni che possono ostacolare pesantemente l’accesso alle cure.
Anche per questo FareDiritti ha voluto assegnarle un’attenzione particolare, chiedendo al professor Luigi Grassi di aprire il seminario con un intervento che ha intrecciato salute mentale, malattia oncologica e prevenzione, in un progetto di ricerca PNRR in Psiconcologia, finanziato dal Ministero della salute di cui L’Università di Ferrara (Unife) e l’AUSL di Ferrara sono capofila.
I RELATORI
Dott.ssa Paola Boldrini, Vice Presidente Intergruppo Parlamentare Diabete, Obesità e Malattie croniche non trasmissibili , Membro del CDA di Europa Donna Italia, Membro Associazione FareDiritti, delegata nazionale Pd, per la Medicina di Genere, Responsabile nazionale Pd, per la Medicina di Genere

Prof. Luigi Grassi, ordinario di Psichiatria presso l’Università di Ferrara, dirige il Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell’Università di Ferrara, è Direttore Psichiatria di consultazione AUSLFE. È stato Presidente del corso di Laurea in Riabilitazione Psichiatrica (2005-2018) e della Scuola di specializzazione di Psichiatria (2005-2021), È stato Presidente della Società Italiana di Psico-Oncologia (2003-2011), che ha contribuito a fondare nel 1985 e di cui è presidente onorario, è il primo medico italiano insignito del Jimmie Holland Memorial Awards.che ha ad Adelaide, in Australia, il 13 novembre 2025, durante il 26° congresso mondiale di Psiconcologia
Dr.ssa Luisa Garofani, Medico Psichiatra, già Dirigente nel Servizio delle Dipendenze Patologiche dell’AUSL Ferrara. nella sua vita ha sempre cercato l’essere umano, anche dove sembrava perduto.
Comprendere il dolore mentale per scoprire che in quella fragilità si trovano le forme più profonde di umanità. Formidabile divulgatrice, oggi consulente tegionale del programma di prevenzione della Sindrome Feto-Alcolica e Disturbi Correlati (FASD), di cui Il 9 settembre è stata indicata come la Giornata Mondiale. Impegnata con l’Ausl la Regione e AIDEFAD a trasformare la Sindrome Feto-Alcolica da condizione “invisibile” a una realtà riconosciuta, prevenuta e adeguatamente gestita.
Prof. Roberto Manfredini è professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Ferrara e direttore dell’unità operativa complessa di Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna, è stato Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e fa parte del Centro Strategico Universitario di Studi sulla Medicina di Genere, à uno dei massimi esperti italiani di cronobiologia. è uno straordinario divulgatore scientifico, Elisir, Uno Mattina Festival Economia di Trento, RADIO 24, molte le pubblicazioni scientifiche e molte anche i libri di divulgazione della cronobiologia, conta numerosi riconoscimenti e affiliazioni di altissimo livello
Dott. Pier Giorgio Chiaranda – Direttore Medicina dello sport e promozione della salute AUSL PIACENZA, Dirigente medico del Dipartimento di Sanità Pubblica, docente presso Unife, per il Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica, Regione Emilia-Romagna. collabora con Strategia regionale per la promozione della salute e tavolo intersettoriale di coordinamento delle politiche per la salute
Dott. Alberto Urro è educatore professionale dell’AUSL di Ferrara, da anni impegnato nella consulenza educativa per genitori. E giovani , condotto a numerosi incontri e partecipato a progetti educazione, formazione e divulgazione. In incontri rivolti a famiglie, educatori e giovani, resp. Programma Scuole che Promuovono Salute, AUSL Ferrara
Video integrale del seminario https://www.facebook.com/cnaferrara/videos/2407073829792878
L’ACCOGLIENZA E I SALUTI da 0.07’.42’’ a 0.20’.20’’ del video
Amelia Grandi, responsabile del Comitato Impresa Donna di CNA Ferrara, nel suo saluto si è congratulata con FareDiritti per l’impegno nella promozione di eventi sempre vicini alle imprese, in particolare femminili, con tematiche che hanno ripercussioni sui diritti delle donne. I”l diritto alla salute, la prevenzione, il benessre mentale e fisico, l’equilibrio emotivo, la conciliazione fra vita e lavoro sono essenziali, ha sottolineato, per la competitività delle imprese in un’idea di sviluppo equo, sostenibile e inclusivo del nostro territorio.”
Jessica Morelli, presidente di CNA Ferrara, si è detta contenta di far parte di FareDiritti, di cui è stata cofondatrice “Sono riconoscente alle persone che l’hanno fondato e ne fanno parte, perché hanno contribuito a farmi crescere.” “La nostra Regione, ha aggiunto, ha una buona sanità, tuttavia tutti conosciamo per esperienza diretta le difficoltà che incontrano degli amministratori per non abbassarne il livello. A maggior ragione, quindi, è importante parlarne. Fare da megafono ad attività della sanità ferrarese che hanno ricadute importanti sulla salute delle persone e quindi sulla vita e le relazioni fra le imprese, è uno dei compiti di CNA, che sostiene con tante iniziative attività di prevenzione in azienda e nella vita individuale.”
Annalisa Felletti, consigliera provinciale di Parità ricorda l’attenzione di CNA Ferrara per la qualità di vita delle persone, come testimonia l’avere conseguito, fra i primi, la Certificazione della parità di genere, un segnale concreto di impegno sui temi dei diritti e della parità. Così come riconosce le affinità con FareDiritti nella divulgazione dei diritti e nella sensibilizzazione sui temi dell’equità di generi- “FareDiritti per il suo impegno nel sollecitare il dibattito pubblico. con uno sguardo attento al genere, sul diritto costituzionale alla salute, sulla prevenzione e sulla salute mentale, si collega all’impegno dell’Ufficio della Consigliera di Parità nel tutelare lavoratrici e lavoratori contro le discriminazioni di genere e le molestie nei luoghi di lavoro sia pubblici che privati. Le pratiche discriminatorie causano non solo disuguaglianze di fatto e disparità economiche, ma disagio psichico e vera e propria sofferenza, accentuando la vulnerabilità di soggetti già deboli”.

Parlare di salute mentale contribuisce, in questa ottica, ad allontanare stigma e stereotipi, agendo come uno dei principali strumenti di rottura dei pregiudizi nei confronti delle disabilità, anche temporanee, che ogni persona nella propria vita sperimenta. “In questo senso FareDiritti svolge un ruolo di importante animatore culturale e di tensore istituzionale nella nostra comunità provinciale, come dimostra questo seminario che mettendo insieme competenze ed esperienze trasversali sottolinea la doppia responsabilità, collettiva e individuale, della prevenzione.”
Introduzione: da 0.20.51 a 0.31.32.
Paola Boldrini, di FareDiritti e consigliera nazionale di Europa Donna Italia, riconosce a Farediritti un compito di verifica dell’attività del legislatore e degli attori sociali in tema di diritti, un’azione importante sia per i cittadini che per chi ha fatto il legislatore, che deve capire se i diritti, dopo l’approvazione delle norme, sono veramente esigibili per i cittadini.
“Molte leggi, ha osservato, restano, invece, inattuate nella pratica quotidiana.” Venendo, poi, alla domanda che dà il titolo alla sua introduzione “Le donne sono maestre di prevenzione”? ha risposto che “Sì, le donne sono oggi più attente rispetto a vent’anni fa ( secondo i dati di una ricerca di ONDA) alla loro salute , più consapevoli dell’importanza della prevenzione, ma sono anche più affaticate e più sole.” L’impegno che continua a vederle ancora oggi addossarsi, per antica eredità di una cultura patriarcale, il compito di care giver della salute della famiglia – compito socialmente non riconosciuto e svolto gratuitamente – è privo non solo del supporto di reti famigliari, ormai inesistenti, ma risente anche della assenza di reti sociosanitarie adeguate…Molte vivono con un senso di colpa il prendersi cura di se stesse. “
I temi delle relazioni coordinano Dalia Bighinati, Paola Boldrini.
“Prevenire e curare in psiconcologia: un progetto PNRR da 0.32.10 a 0.59. 07
Questo il titolo dell’intervento del professor Luigi Grassi, che illustra il progetto PNRR M6/C2a “Psiconcologia t r a r i c e r c a e c l i n i c a”, un progetto unico nel suo genere in Italia, che si focalizza su strategie innovative non farmacologiche per la prevenzione e il trattamento della depressione nei pazienti oncologici.

Illustrando i contenuti relativi alla prevenzione, il professor Grassi ha tracciato un percorso in cui la prevenzione della sofferenza mentale statisticamente presente per il 25% nei casi di diagnosi della malattia oncologica diventa essa stessa strategia di cura e quindi strumento di facilitazione terapeutica. “I pazienti affetti da depressione presentano un maggiore grado di disabilità, riduzione marcata della qualità di vita, maggiori difficoltà a tornare al lavoro, minore aderenza alle cure, rischio di suicidio e prognosi peggiore, con riduzione della sopravvivenza. La depressione nel cancro è solitamente accompagnata anche da significative menomazioni cognitive (ad es., peggioramento della memoria, dell’apprendimento, della concentrazione, delle funzioni esecutive) e da disturbi del sonno, in particolare l’insonnia, che amplificano gli esiti negativi e aumentano il rischio di ricorrenze di episodi depressivi con rischio di cronicizzazione.
Poiché, dunque, la depressione è una delle manifestazioni di sofferenza psicologica più frequenti nelle persone con cancro, l’equipe di ricerca di Unife, guidata dal prof. Grassi, ha elaborato un modello di Predizione del Rischio di depressione in Oncologia creando un software apposito cui è stato dato il nome Arturo: in sostanza un test in grado di stimare il rischio di sviluppare depressione nei due anni successivi alla sua somministrazione messo a disposizione degli interessati, che può quindi essere utilizzato anche in autonomia. Nella seconda parte dell’intervento il prof. Grassi ha presentato i primi dati della ricerca ancora in corso relativa al trattamento della depressione, volto anch’esso a verificare l’uso di trattamenti non farmacologici, quali l’uso dell’AI e di applicazioni della realtà virtuale, come strumenti da cui partire nella psicoterapia. Contestualmente il professor Grassi, “principal investigator” del progetto, che vede nell’Università di Ferrara la protagonista, affiancata dall’Università di Cagliari, ha espresso l’esigenza di una nuova figura professionale, attraverso la formazione specialistica in Psiconcologia, quindi ha annunciato per il prossimo inverno – 18 e 19 Dicembre – la terza edizione, che si terrà a Ferrara, degli Stati Generali itineranti per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo, che avrà come titolo “Umano – centrismo e cura”, la formazione per la salute globale della persona.
Me lo dovevi dire prima, Ma quando prima? Parliamo di FASD da .59.15 a 1.24’58’’
Ancora la salute mentale nell’intervento della dottoressa Garofani , che ha parlato di una sindrome, poco conosciuta anche nel mondo medico, che coinvolge bambini e famiglie. La Sindrome Alcolica Fetale (FAS), ha spiegato la psichiatra, è uno dei possibili gravissimi effetti del consumo di alcol in gravidanza. Subdola e largamente sconosciuta, La Sindrome Alcolica Fetale (FAS) è “una condizione irreversibile causata dal consumo di alcol durante la gravidanza, che comporta danni permanenti allo sviluppo del feto. È una delle principali cause di ritardo mentale e disabilità, prevenibile al 100% evitando l’alcol.” “Non è questione di dosi, ha detto con estrema risolutezza Garofani: “La futura madre non deve assumere alcolici di nessun tipo durante tutta la gravidanza, se vuole evitare il rischio di possibili conseguenze drammatiche sul nascituro e sulla sua salute futura, fisica e mentale.

Affermazioni da brivido, in un Paese che si lamenta dell’inverno demografico, ma non sa prendersi cura con determinazione della salute della mamma del bambino. Una salute da tutelare innanzitutto agendo sulla prevenzione, laddove la scienza ne riconosca i risultati. E qui i risultati sono noti. L’alcol danneggia direttamente il cervello e lo sviluppo del feto e le disabilità di tipo neurocomportamentale sono ben note ai genitori adottivi, che in questi anni hanno dato vita in Italia all’associazione Aidefad per chiedere aiuto per i loro figli e per se stessi di fronte ad una scoperta spiazzante e drammatica, oltre che per diffondere la conoscenza di questi rischi. Anche qui, infatti, la diagnosi e l’intervento precoce, cioè entro i primi 3 anni di vita, sono fondamentali per attivare supporti adeguati e migliorare la prognosi, sebbene i disturbi siano cronici.
Non ancora riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale, se non nella forma più grave, questa Sindrome classificata comemalattia rara, in Italia soffre di una sottostima a causa di una diagnosi tardiva o assente o errata. I sintomi della sindrome possono far pensare ad altre patologie, come autismo, ADHD, proprio per la mancanza di conoscenze specifiche da parte degli operatori sanitari. Garofani ha raccontato la sua esperienza personale, lo studio fatto sui casi che sembravano sfuggire ad ognin inquadramento noto, la collaborazione con i genitori di Aidefad, rappresentata al seminario dall’avvocata Alessandra Pisa, presidente nazionale e referente regionale dell’associazione-
L’importanza dei ritmi biologici per la salute fisica e mentale 1.25’.00’’-a 1.49’.55’’
A testimoniare come alla base della prevenzione ci sia sempre la ricerca scientifica anche l’intervento del prof. Roberto Manfredibni — fra i massimi esperti italiani di Cronobiologia e grande divulgatore dei meccanismi propri dei nostri orologi biologici- . Il professore dopo avere richiamato i principi alla base di questa relativamente nuova scienza che studia i ritmi biologici, ossia le variazioni regolari e cicliche delle funzioni dell’organismo, ha messo in evidenza i danni che il mancato rispetto dei nostri ritmi biologici può causare alla nostra salute fisica e mentale.
Conoscere e rispettare i nostri bioritmi è una strategia di prevenzione che possiamo mettere in atto in parte individualmente, ma il più delle volte contrastando gli stili di vita imposti dalla società del finto benessere in cui viviamo. una società veloce, produttiva che divora il tempo e allunga a dismisura le nostre giornate, alterando artificialmente l’alternanza naturale luce-buio che regola l’orologio biologico principale, nel cervello, che dirige come un vero e proprio direttore d’orchestra gli orologi biologici periferici che scandiscono il ritmo quotidiano ( circadiano) dei diversi organi del nostro corpo.Alcuni dei nostri geni lavorano con la luce, alcuni si attivano di notte In questo senso la giornata ha una fase top, diurna, e una fase down, notturna.

Esistono fra gli esseri umani dei cronotipi, le allodole sono i mattutini, statisticamente i più numerosi, predisposti per essere più performanti nelle prime ore di luce, altri, i gufi amano , invece, il buio. La maggior parte dei viventi si colloca in una fase intermedia. Quando gli orologi biologici sono in sincronia con l’alternanza luce buio, non ci sono problemi per l’organismo, quando, invece, intervengono i fattori desincronizzanti, arrivano i problemi. I principale disturbi della desincronizzazione sono legati alla esposizione alla luce nelle ore notturne, causando ormai anche nei bambini l’ abitudini a ridurre le ore di sonno. Tema su cui il prof. Manfredini si è soffermato per illustrare analiticamente i rischi più temibili, ma anche prevenibili, a cui ci espone la deprivazione del sonno se diventa sistematica: citando i dati della ricerca sulla correlazione fra deprivazione del sonno, depressione, disturbi neurodegenerativi, obesità e malattie metaboliche e cardiovascolari.

Nella seconda parte del seminario FareDiritti ha voluto conoscere lo stato dell’arte sia delle politiche di prevenzione a livello regionale, sia delle azioni di promozione della salute nei giovani a livello provinciale. Sul primo tema ha interpellato il dottor Piergiorgio Chiaranda, consulente della Regione per il Piano regionale della prevenzione, sul secondo il dottor Alberto Urro educatore dell’Ausl Ferrara sul progetto delle “Scuole che promuovono salute”.
La strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione da 1.50.54 a – 2.12’.20’’
In attesa dell’approvazione del Piano nazionale della prevenzione 2027- 2031, che detterà le strategie cui ispirarsi a livello regionale, la Regione, come illustrato ida dottor Chiaranda, ha approvato un Piano “ponte” per il 2026, per garantire la continuità degli interventi di salute pubblica, prorogando il PRP 2021-2025. Dopo un breve excursus sulle definizioni di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, il dottor Chiaranda ha chiarito il significato del passaggio dalla prevenzione alla promozione della salute sul piano individuale e collettivo, mettendo in luce il ruolo dei cosiddetti determinanti di salute, che hanno valenza non solo biologica, ma sociale, economica e culturale, sottolineando il pesodelle disuguaglianze sociali sulla salute mentale. I determinanti che coincidono con gli obiettivi dell’Agenda di sviluppo sostenibile e richiamano il concetto di One Health presente nel PNRR, sono ben presenti nella Legge di promozione della salute di cui si è dotata l’Emilia Romagna.

I principi su cui si fonda la legge si basano sulla partecipazione dei cittadini, sui determinanti della salute e sugli accordi fra Enti locali e Regione sulla salute. Altro documento è la Strategia reionale della prevenzione, che chiama in causa accanto alla responsabilità degli individui, ma i determinanti di salute, quindi tutte le politiche regionali, inserite in un quadro articolato degli interventi in tema di salute e di sanità. La Regione ha in corso una serie di progetti e di collaborazioni con le Università, compresa quella di Ferrara, le Comunità attive all’interno dei Comuni, i luoghi di lavoro, quindi le imprese, le Scuole che promuovono salute.
Preparare, non riparare: la prevenzione educativa nella complessità contemporanea” un’esperienza di ”peer education” da 2.12.37 a 2.26’.55’’-
Questo è stato il tema specifico dell’intervento del dottor Alberto Urro, con cui si è conclusa questa parte del seminario. L’operazione che si sta facendo a Ferrara con il progetto Scuole che promuovono salute si differenzia in parte , ha spiegato il dottor Urro, dalle linee ufficiali del progetto regionale. “Abbiamo spostato l’attenzione, sulla ricerca di umanizzazione del percorso di accompagnamento alla crescita dei giovani.” L’obiettivo prioritario è arrivare a forme empatiche di relazione agendo sulle parole, quindi sul dialogo educativo sia negli spazi ordinari dell’attività scolastica con la collaborazione degli insegnanti, sia attraverso forme di”peer education”.

INTERVENTI DAL PUBBLICO da 2.27.10 a – 3.12.00
La terza parte del seminario ha dato la parola al pubblico con gli interventi di rappresentanti di associazioni di volontariato sociosanitario. Come è nella sua tradizione, FareDiritti si pone sempre l’obiettivo di suscitare partecipazione e coinvolgimento nella convinzione che solo cittadini consapevoli siano in grado di rendere esigibili i diritti affermati sulla carta dal legislatore.
Sono intervenuti, nell’ordine, l’avvocato Alessandra. Pisa presidente nazionale e referente regionale di AIDEFAD (Ass.Italiana disordini da esposizione fetale ad alcool e/o droghe), che nel suo intervento-testimonianza ha rinnovato il messaggio di attenzione, cura e sostegno alle persone e famiglie con bambini portatori di ASD ricordando l’indicazione di massima precauzione dell’OMS di evitare qualsiasi assunzione di alcol e/o droghe in gravidanza.
il dott. Andrea Zamboni, medico di medicina generale, vicepresidente del Comitato consultivo misto dell’azienda ospedaliero universitaria di Ferrara ha presentato in anteprima un progetto elaborato dal Comitato per evitare l’ospedalizzazione degli anziani ultra 75enni cronici. “Da ogni ricovero questi pazienti escono ancora più disorientati e privi di autonomia”.
Il prof Edgardo Canducci, presidente della associazione provinciale della LILT, Lega italiana per la lotta contro i tumori, ha illustrato le battaglie dell’associazione nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria e l’impegno per l’inserimento nella vita quotidiana di chi ha avuto l’esperienza del tumore.
Andrea Firrincieli, colonnello in quiescenza dell’Arma dei Carabinieri, membro di FareDiritti , co-fondatore dell’ Associazione Tutori nel Tempo, esperto di problemi della migrazione, ha richiamato l’attenzione sulla disattenzione delle Istituzioni nei confronti di diverse situazioni di difficoltà causate spesso da disuguaglianze sociali e culturali all’interno della nostra società. La prima relativa allo stato di abbandono in cui si trovano i minori che arrivano in Italia come migranti: la seconda relativa all’indifferenza istituzionale nei confronti dei drammatici casi di suicidio di uomini dell’Arma e delle forze dell’ordine, una “strage silenziosa spesso causata da burnout, stress estremo, e turni massacranti-
La dottoressa Lina Pavanelli, come referente nazionale dell’Associazione Sensibilità Chimica Multipla, una patologia invalidante. l’MCS (Multiple chemical sensitivity) considerata una delle più gravi nel mondo, riconosciuta negli Stati Uniti, Canada, Germania, non in Italia ( inclusa nella Classificazione Internazionale delle Malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) non ha voluto soffermarsi sulla Sindrome, che si manifesta con una progressiva intolleranza nei confronti di sostanze chimiche di varia origine, soprattutto se volatili, ma ha voluto porre l’accento sui rischi connessi agli inquinanti ambientali, sottolineando la necessità di diffondere consapevolezza sul tema,. “La nostra battaglia è politica e comunicativa, ancor prima che sanitaria”.
Infine Caterina Orsoni di FareDiritti e socia dell’Associazione Cittadini Del Mondo, ha segnalato il caso di drammatica attualità a Ferrara, dove, a causa di un incendio, i 500 residente del grattacielo, prevalentemente immigrati, a gennaio a causa dell’incendio verificatosi in una delle torri, sono stati costretti a lasciare la loro abitazione per ragioni di sicurezza. La improvvisa mancanza di un riparo sicuro e carico di affettività, ha causato una serie infinita di conseguenze sulla loro salute fisica e mentale: dalla perdita di sicurezza, e di privacy, alla difficoltà di curare la propria igiene personali e le e relazioni sociali. Una situazione devastante aggravata nella maggior parte dei casi da problemi economici, di salute e di lavoro, che, l’assenza di interventi adeguati da parte delle istituzioni pubbliche , ha contribuito ad amplificare creando ondizioni di grave stress, preoccupante soprattutto nei bambini, e indotto un senso di abbandono e di rifiuto negli adulti.
SEMINARIO – PNRR MISSIONE 6
Dalla locandina:
ore 14.45 – Registrazione e accoglienza a cura di FareDiritti.
Coordinano Dalia Bighinati e Paola Boldrini – FareDiritti.
ore 15:00 in apertura il benvenuto di:
Amelia Grandi, Responsabile Impresa Donna CNA Ferrara Direttore CNA Ferrara
Annalisa Felletti, Consigliera di Parità della Provincia di Ferrara
ore 15:20 – Introduce Paola Boldrini, FareDiritti, Europa Donna Italia, “Le donne maestre di prevenzione?“
– In dialogo con
“Prevenire e curare in psiconcologia: un progetto PNRR, Prof. Luigi Grassi, P.O. di Psichiatria, Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell’Università di Ferrara, Direttore Psichiatria di consultazione AUSLFE.
“Me lo dovevi dire prima” “Ma quando prima? “Parliamo di FASD”, Dr.ssa Luisa Garofani, Medico Psichiatra, già Dirigente nel Servizio delle Dipendenze Patologiche dell’AUSL Ferrara.
“L’importanza dei ritmi biologici per la salute fisica e mentale”, Prof. Roberto Manfredini, P. O. di Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Mediche, Centro Strategico, Universitario di Studi sulla Medicina di Genere, Università di Ferrara.
“La strategia regionale per la promozione della salute e la prevenzione”,Dott. Pier Giorgio Chiaranda, Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica, Regione Emilia-Romagna
:“Preparare, non riparare: la prevenzione educativa nella complessità contemporanea” un’esperienza di ”peer education”, Dott. Alberto Urro, Programma Scuole che Promuovono Salute, AUSL Ferrara.
Interventi dal pubblico.
E’ prevista la partecipazione dei rappresentanti di AIDEFAD (Ass.Italiana disordini da esposizione fetale ad alcool e/o droghe) Emilia Romagna, Comitato consultivo misto OSPFE, Ass. Cittadini nel mondo Ferrara, Ass. Tutori nel tempo , LILT, Ass. nazionale Sensibilità Chimica Multipla.
Il seminario è organizzato da FareDiritti, gruppo di aggregazione civica impegnato a sensibilizzare la cittadinanza sui contenuti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza e le sue ricadute sulla popolazione in termini di uguaglianza dei diritti e di consapevolezza dei bisogni di salute individuale e collettiva.