Il Diritto alla Salute dal punto di vista della prevenzione e della promozione della salute.
In programma Martedì 5 Maggio 2026, ore 14.45 – 18.15, Sala Convegni CNA – Ferrara,.

Questo e’ il secondo seminario che FareDiritti dedica alla Missione 6, ed è a nostro avviso particolarmente importante per i due focus scelti, che riguardano due pilastri fondamentali del diritto costituzionale (art. 32) alla salute:,la prevenzione/promozione alla salute e la salute mentale, che è un aspetto fondamentale del benessere integrale delle persone secondo l’OMS” La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità”.
Ciononostante Prevenzione e Promozione della salute e Salute mentale sono due cenerentole del SSN. Basta dare uno sguardo ai Finanziamenti
La salute mentale in Italia riceve circa il 3-4% del fondo sanitario nazionale, una quota inferiore rispetto al 10% di altri paesi europei. La legge di bilancio 2026 prevede 315 milioni fino al 2030 per il Piano Nazionale Salute Mentale, mirato a prevenzione e al personale. Sono attivi fondi per dipendenze patologiche, disturbi alimentari, sostegno psicologico scolastico e progetti territoriali. Ma, nonostante l’impegno a raggiungere il 5%, la spesa è ferma al 3% circa da oltre 25 anni.
Il rischio e’ di passare, in un’epoca fortemente attratta da una deriva securitaria, dal campo della salute al campo del totale controllo sociale, in violazione dei diritti umani delle persone che vivono una condizione di sofferenza mentale.
Nella Relazione introduttiva di Gisella Trincas “Prendersi cura dei Diritti Umani e della Salute Mentale. Il tempo è ora! (II Conferenza Nazionale autogestita, dicembre 2024) il Coordinamento Nazionale Salute Mentale, a 48 anni dalla Legge Basaglia, Legge 180) chiede il potenziamento dei servizi territoriali e il 5% del Fondo Sanitario Nazionale. Trincas difende la Legge 180, contro la contenzione e per la piena dignità dei pazienti. (Il Coordinamento Nazionale Salute Mentale è promosso da 114 associazioni di livello nazionale e locale, con l’adesione di CGIL, CISL e UIL e di numerose altri soggetti della società civile e del mondo del volontariato.)Tutto questo avviene in un momento in cui, come indicato dal Rapporto del ministero della Salute si registra un boom di accessi al Pronto Soccorso per disurbi legati alla salute mentale. C’è un allarme depressione nelle donne e i dati del 2024 fotografano quasi 850mila persone assistite e mettono in luce differenze di genere e criticità nell’accesso ai servizi. Parallelamente, si avvia una nuova fase di programmazione con il Piano nazionale 2025-2030. 24/04/2026
Per quanto riguarda la Prevenzione: tutti diciamo che è meglio prevenire che curare, ma la prevenzione e’ una pratica ancora poco presente nella nostra cultura sanitaria e nelle politiche sanitarie italiane. La prevenzione e la promozione della salute ricevono una quota limitata del finanziamento sanitario complessivo, con percentuali che si collocano al di sotto della media dei Paesi OCSE e dell’Europa occidentale. La spesa dedicata alla prevenzione si attesta intorno al 4,5% – 5% del FSN Fondo Sanitario Nazionale, sebbene ci sia l’obiettivo programmatico di portarla al 7%.
Missione Salute del PNRR.
La salute mentale non è esplicitamente menzionata negli investimenti previsti dal Pnrr, ma lo è nelle attività che procedono parallelamente alla realizzazione dei suddetti, Inoltre, considerando che l’integrazione sociosanitaria.è un aspetto importante dei servizi di salute mentale è l’integrazione sociosanitaria. nella Missione 5 la salute mentale può e deve assumere un ruolo di interlocutore privilegiato.
Prevenzione. I 7 miliardi di investimenti x l’assistenza territoriale cui è stata affidata anche la prevenzione sono tutti designati per l’assistenza territoriale mentre la prevenzione non compare, se non altro come indicatore di priorità. Ci sono, tuttavia, progetti di ricerca, come il progetto PNRR Psiconcologia finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del PNRR (Missione 6, Componente 2), in cui è coinvolta direttamente l’AUSL Ferrara in particolare attraverso il “Programma di Psichiatria di Consultazione, Psiconcologia e Cure Palliative” diretto dal prof. Luigi Grassi, responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell’Università di Ferrara e U.O. Psichiatria Ospedaliera AUSLFE
Interverranno : Annalisa Felletti Consigliera di Parità della Provincia di Ferrara, Paola Boldrini FareDiritti, Consigliera di Europa Donna Italia,.Amelia Grandi, responsabile Area Economica CNA Ferrara.
Relatori del Seminario:
Prof. Luigi Grassi, P.O. di Psichiatria, Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell’Università di Ferrara, Direttore Psichiatria di consultazione AUSLFE.,
Dr.ssa Luisa Garofani, Medico Psichiatra, già Dirigente nel Servizio delle Dipendenze Patologiche dell’AUSL Ferrara. Luisa Garofani, Medico Psichiatra, consulente regionale per il progetto sulla FASD,
Prof. Roberto Manfredini P. O. di Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Mediche, Centro Strategico Universitario di Studi sulla Medicina di Genere, Università di Ferrara.,
Dott. Pier Giorgio Chiaranda – Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica, Regione Emilia-Romagna,
Dott. Alberto Urro – Programma Scuole che Promuovono Salute, AUSL Ferrara.
E’ prevista la partecipazione dei rappresentanti diAIDEFAD (Ass.Italiana disordini da esposizione fetale ad alcool e/o droghe) Emilia Romagna, Comitato consultivo misto OSPFE, Ass. Cittadini nel mondo Ferrara, Ass. Tutori nel tempo , LILT, Vivere senza stomaco si può, Ass. nazionale Sensibilità Chimica Multipla.
FareDiritti si è assunto un compito di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza a partire dal Pnrr , un compito di mediazione fra istituzioni, soggetti attuatori del PNRR e cittadini. Lo abbiamo fatto avendo in mente che le donne sono sia per tradizione sia per una sorta di sensibilità acquisita (che deriva dalla necessità di far fronte a diversi cambiamenti nel corso della loro vita: gravidanza maternità, menopausa) in primo piano nel prendersi cura di figli, mariti, genitori anziani, facendo risparmiare la società e il sistema sanitario, spesso a scapito dell’attenzione verso se stesse e la loro salute.
L’indagine della Fondazione Onda, che nel 2025 ha ripreso una ricerca svolta nel 2005 su un campione di 800 donne tra i 18 e i 65 anni, restituisce un’immagine molto chiara: oggi le donne sono più attente alla prevenzione, più presenti nei percorsi di cura, più consapevoli del legame tra salute fisica, benessere mentale e stili di vita. Eppure, proprio mentre diventano il motore silenzioso della salute di tutta la famiglia, si sentono sempre più sole in questo ruolo. Dall’altra parte dobbiamo chiederci perché nonostante l’aumento delle campagne di sensibilizzazione e un rinnovato interesse per la salute, anche mentale, molti uomini continuano a vivere il proprio corpo in silenzio. Anche questo è un tema che vorremmo entrasse a pieno titolo nel discorso pubblico sulla salute.
Conferenza stampa del 29 Aprile