“Quando le donne si uniscono la pace è possibile e l’energia positiva creata da questa unione può cambiare il mondo.”

A cura di Dalia Bighinati


Le mie considerazioni conclusive al Convegno per l’80° anniversario UDI Ferrara del 17 novembre 2025, lette da Loredana Bondi. Questo è il titolo,che mi ha ispirato. E’ tratto dalla “Preghiera delle madri” della cantante, compositrice a attivista per la pace israelo-canadese Yael Deckelbaum.

Loredana Bondi UDI Ferrara

Al termine di questo incontro così ricco di stimoli per la nostra attività di donne delle associazioni femminili e femministe, prendo spunto dagli interventi delle relatrici e vi propongo alcune considerazioni.

La prima riguarda il valore degli anniversari, che in un”epoca in cui sembra non cisia il tempo di fermarsi , ci costringono a una pausa per riflettere sul nostro passato, fare il punto sulle nostre attività e chiederci come andare avanti. In un mondo che cambia a ritmo vertiginoso le donne, noi, pretendiamo di essere coinvolte in tutte le decisioni della comunità, sappiamo di avere risorse, competenze e creatività, conosciamo l’incertezza del futuro, ma non ce ne facciamo vincere. Oggi è certamente difficile scegliere la via da prendere, ma non era meno difficile 80 anni fa, in un Paese disseminato di macerie. oggi noi vogliamo dire la nostra, avvicinare le generazioni fra loro, metterci al servizio della città per contribuire a renderla sempre più vivibile e accogliente .

La seconda riflessione la dedico ad Ansalda Siroli, donna simbolo dell’UDI e protagonista del percorso compiuto dalle donne in questi 80 anni nel nostro Paese e nel contesto del movimento mondiale delle donne: un percorso di conquiste di autonomia e di libertà , di diritti sociali e civili . Ansalda anche per le sue origini modeste ha provato fin dall’infanzia tutti i condizionamenti e le disuguaglianze di genere di una societa patriarcale, in cui l’ideologia e la dittatura fascista rafforzavano la subalternità delle donne. Sognava un mondo che non fosse ostile alle donne, e ha cercato di costruirlo andando controcorrente. Non era per nulla scontato, 60 e più anni fa, per una donna, decidere di entrare in politica. Ma voleva “essere nel mondo…contare come persona e come cittadina”, e per riuscirci ha moltiplicato la sua forza unendosi a tante altre donne che ha saputo ispirare e guidare.   

Sono le donne come lei, visionarie e coraggiose, che riescono ad aprire nuovi orizzonti e a cambiare la realtà.

Infine una considerazione sul nostro presente.

E’ indubbio che in questi decenni abbiamo raggiunto traguardi impensabili 80 anni fa, ma sappiamo di avere ancora tanto da fare. Per rendere concreti i diritti. conquistati sulle carte, ci aspettano compiti vecchi e nuovi.

Dobbiamo continuare a far sentire forte la nostra voce contro ogni discriminazione, in particolare contro il divario di genere, che ostacola pesantemente le nostre vite come certifica il volume dal titolo “La parità non è un’opinione”, realizzato dalla Rai insieme al Consiglio nazionale delle Ricerche, .terzo volume del progetto europeo “No Women No Panel , Senza donne non si parla” presentato al Salone del Libro di Torino .

Il nostro impegno vuole porre fine alla violenza di genere nelle sue molteplici forme. Lo sentiamo come un dovere morale, civile, sociale e legale, che coinvolge l’intera collettività e le sue istituzioni ma sappiamo che richiede la partecipazione attiva e responsabile degli uomini, che dobbiamo sollecitare.

Dobbiamo continuare a decostruire i pregiudizi e gli stereotipi nascosti nelle nostreparole e nelle nostre relazioni e quindi educare al linguaggio del rispetto, perchè le parole plasmano la realtà,. Oggi è indispensabile contrastare il linguaggio dell’odio che colpisce pesantemente i giovani e separa le persone fra noi e loro, annullando ogni possibilità di dialogo.

Per noi sostenere l’uguaglianza dei diritti delle donne sanciti dalla nostra Costituzione, riconosciuti come parte integrante, inalienabile e indivisibile di tutti i diritti umani universali, significa difendere la democrazia e la pace, prenderci cura dell’ambiente e tutelare la salute delle persone, come ci chiede l’agenda ONU 2030.

Grazie alle donne presenti in tutti i campi della societa oggi la sensibilita sui temi della parita di genere è certamente maggiore che in passato, nonostante l’indebolimento dei diritti a livello mondiale, a partire dal Diritto Internazionale, per questo sentiamo di essere ad un punto di svolta.

Vogliamo accontentarci di quello che ci viene concesso o spronare le Istituzioni a riconoscere la nostra centralità nelle politiche del Paese e della nostra comunità, come sottolinea la Carta Mondiale delle Donne?. Fra attendere passivamente gli eventi e farcene protagoniste, non abbiamo dubbi.

Le diverse iniziative in atto nella nostra città – dall’ Osservatorio Statistico per la Parità di Genere , all’Atlante di genere, al progetto europeo WE FRAME, all’interesse verso un’urbanistica che umanizzi la rigenerazione urbana come sottolineato nell’Annuario statistico CDS 2025- ci dicono che questo è il momento giusto per imprimere una svolta al nostro agire di gruppi e associazioni che operano con grande generosità ma in isolamento l’una dall’altra.

L’Udi di Ferrara parte da qui, insieme ad altri gruppi femminili, per avanzare la proposta di una collaborazione strutturata tra diverse associazioni locali, femminili femministe, culturali, formative, imprenditoriali, donne singole. L’abbiamo chiamata “cantiere della rete”, pensando ad un progetto con cui mettere in campo culture, linguaggi, saperi utili allo sviluppo della città, valorizzi i giovani, aiuti a superare le frontiere e a costruire un futuro di pace.

Il nostro sogno è un evento annuale con la città e per la città, che promuova consapevolezza ed emancipazione culturale e sociale, quanto mai necessarie nel mondo dell’intelligenza artificiale e dell’infosfera. Un’impresa audace, ne siamo coscienti, ma fattibile, se sapremo puntare sulla fiducia e sullo spirito di collaborazione reciproca.

Vi ringrazio dell’attenzione.Dalia Bighinati , FareDiritti, Udi Ferrara

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