A Dacia Maraini laurea honoris causa alla Chapman University, in California.

Laurea honoris causa per Dacia Maraini negli Usa e tour in prestigiose università americane. Intervista.


“Sguardo a Oriente” pubblicato da Marlin Editore nel 2022 e arrivato alla terza edizione.

Dacia Maraini presenta “Sguardo a Oriennte”

 Per Dacia Maraini, la scrittrice italiana più tradotta e più letta nel mondo, un nuovo riconoscimento e l’invito a compiere un tour negli Stati Uniti, in occasione della Settimana della cultura italiana nel mondo, su invito di prestigiose università americane e di diversi Istituti Italiani di Cultura: da Los Angeles, a San Francisco a New York.

Ieri, venerd’ 28 ottobre la scrittrice era alla Harvard University anche per presentare “Sguardo a Oriente”, libro di viaggi e di ricordi, a cura di Michelangelo La Luna, che vive ed insegna negli Stati Uniti.

  • In vista del 13 Novembre, compleanno della scrittrice, che ha fatto delle donne le protagoniste assolute della sua scrittura, in opere che hanno contribuito a promuovere il risveglio di tante coscienze femminili e a portare allo scoperto i semi nascosti della violenza contro le donne e i più deboli nella nostra società contro le donne e i più deboli, pubblico l’intervista a distanza che ho avuto occasione di farle, via email, nei mesi del lock down, prendendo spunto dai temi affrontati dalla scrittrice in alcuni dei suoi più recenti saggi e romanzi. (1)
  • Un’occasione per ringraziarla pubblicamente della disponibilità e generosità con cui ha risposto alle mie domande.

Intervista agosto 2021- marzo 2022.

Pensando a Chiara d’Assisi Le chiedo se la forza di disobbedire a ciò che sentiamo ingiusto ha sempre bisogno di modelli e di ideali alternativi?

Disobbedire a ciò che sentiamo ingiusto, dice la scrittrice,  ci vuole una passione utopica: la fiducia nel futuro e nel cambiamento, nelle proprie e nelle altrui forze vitali. I modelli sono essenziali, ieri come oggi. I giovanissimi soprattutto hanno un bisogno grandissimo di punti di riferimento, che siano insegnanti, genitori, adulti autorevoli in cui credere. Dopo la caduta delle ideologie, abbiamo sviluppato un clima di dissacrazione  che riguarda ogni aspetto del nostro vivere insieme, dalle istituzioni  alle persone autorevoli, e questo ha creato un vuoto. A furia di critiche e insulti abbiamo sconsacrato la Scuola, lo Stato, la Magistratura, la sanità, e ora ci troviamo davanti a un deserto pericolosissimo, perché i vuoti vengono riempiti sempre dal peggio.

Agata e Annuzza,  grandi lettrici  della letteratura spagnola e francese del ‘600 e del ‘700, protagoniste di Trio, romanzo ambientato durante la peste di Messina del 1743,   pur amando lo stesso uomo continuano ad essere amiche. L’educazione letteraria mette al riparo dai luoghi comuni?

La letteratura non può cambiare il mond, ma può creare consapevolezza  e la consapevolezza aiuta a crescere e diventare responsabili. Se Agata e Annuzza non avessero letto i grandi libri che precedono e introducono al piu grande cambiameto culturale dei secoli passati, non avrebbero saputo trasgredire agli stereotipi, non avrebbero saputo coltivare intelligentemente una amicizia basata sulla sincerità e la generosità solidale.

Non tutte le donne  oggi pensano di essere soggetti deboli. Le generazioni femminili più giovani hanno una diversa percezione dei rapporti fra i generi. Ma questo non sembra renderle più forti. La cronaca è fitta di stupri di gruppo che hanno colto a sorpresa incaute ragazzine. Come aiutarle e insieme come spingere i maschietti a sottrarsi a questi istinti predatori e vigliacchi?

I casi di cronaca che mostrano la violenza di gruppo maschile ci fanno capire quanto siamo ancora dentro una cultura misogina e centrata sull’eros maschile. Fra l’altro molti psicologi leggono questa violenza di gruppo come un atto di erotismo omosessuale fra ragazzi che non accettano per conformismo i loro desideri profondi e solo in gruppo scatenano la loro sessualità repressa, prendendo a pretesto il corpo fragile di una donna. La cosa dolorosa è che quasi sempre non si rendono conto della gravità delle loro azioni predatorie. Le danno per scontate. E questo dimostra che viviamo  in una società ancora troppo  indulgente verso la violenza maschile. Basta pensare che a ogni denuncia segue un processo in cui le parole di lei sono messe sullo stesso piano delle parole di lui, di loro. Per fortuna c’è la vanità arrogante che li porta a filmare ogni loro impresa che poi li inchioda alle loro responsabilità.

Nel rapporto fra maschi e femmine neppure una buona educazione femminista può insegnare il rispetto per le donne? Tutto inutile, allora?   

Il mondo cambia, non sempre per il meglio, ma alcune conquiste sono state fatte e si continuano a fare, anche se molto lentamente. Così come abbiamo condannato la schiavitù, la tortura, la pena di morte, finiremo per condannare moralmente prima che legalmente, la violenza sulle donne.

In “Corpo felice” Lei parla di maternità, del dolore della perdita del figlio contrapposta all’ esperienza entusiasmante anche se faticosa  di crescerlo. Non trova che oggi la nostra società affronti troppo poco e con mille auto-censure il tema di questa ultradecennale e spaventosa crisi delle nascite?

La crisi delle nascite probabilmente è una reazione del pianeta che sta morendo di sovraccarico. Siamo troppi e ci stiamo riproducendo in maniera spaventosa. Fra qualche anno saremo 10 miliardi. La terra non ce la fa a nutrire, scaldare, accasare tutte queste persone. Le malattie sono una risposta del pianeta alla sovrappopolazione secondo me. Non possiamo pensare solo al PIL, al benessere del  paese senza renderci conto della situazione del mondo intero e del suo futuro. Se non pensiamo seriamente all’equilibrio del pianeta, finiremo in una estinzione. La terra  esiste da miliardi di anni. L’essere umano esiste solo da qualche migliaiaio di anni . E in questo tempo ci sono stati, come dice un mio amico storico, cinque estinzioni. Noi potremmo essere la sesta estinzione. Stiamo andando in quella direzione. Perciò fermiamoci e diamo retta alla natura prima che agli interessi egoistici e immediati dell’uomo.

Lei ha scritto “La scuola ci salverà”. Ma nel nostro Paese la scuola non gode di buona fama. Come farà a salvarci?

La scuola è molto meglio di quello che si racconta. Certo,ci sono gli ignoranti, gli incapaci, i nullafacenti. Ma ci sono anche tanti (e sono la maggioranza) che studiano e hanno voglia di imparare. Eppure  si parla soprattutto dei primi perché chiaramente  fanno piu rumore.  E si racconta poco degli altri: insegnanti coraggiosi che, pur pagati poco e poco considerati, mettono in gioco la propria vita per tirare fuori il meglio dai ragazzi. Sono loro che salveranno il paese. Bisogna però dare loro fiducia e credito.

Nelle sue opere più recenti scopriamo tracce di misoginia nei Padri della Chiesa,  nei filosofi greci, nei grandi pensatori della cultura europea. Quali sono le ragioni di questa ricerca?

Invecchiando si è piu portati a ragionare. Ho sempre avuto voglia di capire. La mia è una prosa interrogativa, come è stata definita da molti critici. L’ho sempre fatto, ma ora con piu chiarezza e serenità.

Ho pensato che Lei voglia far capire alle donne che hanno ancora molti ostacoli da superare,  che il loro processo di liberazione non è affatto concluso.

No, è tutto da cominciare. Le rivoluzioni sono cambiamenti che nascono dal basso, si diffondono ma non esistono finchè qualcuno che ha padronanza di pensiero e di parola non dà loro un nome. Il cristianesimo per esempio è cominciato da un gruppo di pastori e di pescatori che  hanno  sentito il bisogno di cambiare  gli antichi concetti di giustizia e di amore. Cristo, che aveva studiato, e i suoi discepoli hanno dato parola a un sentimento che era diffuso e sentito da molti, anche se probabilmente non dalla maggioranza dei tradizionalisti. Da lì cominciano i conflitti. Non a caso Cristo viene crocifisso. La sua rivoluzione era troppo profonda e troppo dolorosa. Ma pure ha segnato il futuro dell’umanità, per lo meno in Occidente. La stessa cosa è avvenuta con l’Illuminismo: il Feudalesimo stava morendo e i rapporti fra uomini e istituzioni, fra uomini e lavoro stava modificandosi. La gente sentiva arrivare il cambiamento e lo riteneva  necessario, ma ci sono voluti i grandi filosofi, come Voltaire, come Montesquieu, come Rousseau, come Diderot, e tutte le grandi donne che stavano accanto e  dietro di loro per dare nome al sentimento comune. Da lì nasce la rivoluzione. Ma quando le idee si trasformano in azioni, molti si oppongono, e spuntano fuori le  ghigliottine. Le spade e le bombe non cambiano il mondo. Sono le idee nella loro grande forza pacifica che aiutano il mondo ad andare avanti. 

Lei è una opinionista richiestissima. Un tempo si diceva una intellettuale, figura che sembra riprendere autorevolezza dopo tanta denigrazione. E’ un effetto della pandemia  o il segnale di un cambiamento necessario per ricostruire la fiducia nel futuro?

Io semplicemente cerco di ragionare in un momento in cui la ragione è denigrata e pestata sotto i piedi. Ma siamo in tanti a credere che la ragione e la logica siano necessarie, soprattutto in un periodo di pandemia e di paure viscerali. 

a cura di Dalia Bighinati


   

  • (1)

Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza, Milano, Rizzoli, 2013.

La mia vita, le mie battaglie, con Joseph Farrell, Pisa, Della Porta, 2015. .

Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va, Milano, Rizzoli, 2018, 

Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina, Milano, Rizzoli, 2020, 

Il coraggio delle donne (con Chiara Valentini), Bologna, Il Mulino, 2020, .

La scuola ci salverà, Milano, Solferino, 2021, 

Una rivoluzione gentile. Riflessioni su un Paese che cambia, Milano, Rizzoli, 2021, 

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